21/05/2026
Dove nasce la speranza. Intervista a Eleonora Tortora, Amministratrice della Fondazione Famiglia Tortora
Nel panorama delle iniziative filantropiche legate al mondo dell'impresa, la Fondazione Famiglia Tortora si distingue per il contributo a sostegno della ricerca scientifica e del benessere delle persone con progetti ad alto impatto, capaci di generare innovazione e offrire nuove prospettive di cura. In questo solco si inserisce il supporto all'Istituto Oncologico Romagnolo e all'IRST IRCCS, volto a rendere possibile un innovativo programma di terapie cellulari basate sui linfociti infiltranti il tumore (TIL), un approccio che utilizza le cellule immunitarie del paziente per combattere direttamente il tumore.
Quali sono i valori che guidano l'operato della Fondazione Famiglia Tortora?
La nostra Fondazione nasce nel 2019 dalla visione della famiglia Tortora e del gruppo PLT Holding, che da sempre promuovono un modello di crescita basato sulla creazione di valore sostenibile dal punto di vista economico e sociale. Gli ideali che guidano il nostro operato sono la solidarietà, la responsabilità verso la comunità e una forte attenzione alla persona. Crediamo molto nell'inclusione e nella necessità di generare opportunità concrete per chi si trova in situazioni di fragilità. Questi principi si traducono in attività molto pratiche: sosteniamo progetti di assistenza sociale, supportiamo realtà che operano nel campo della disabilità e della sanità e interveniamo con iniziative mirate sul territorio. Allo stesso tempo, investiamo nei giovani attraverso borse di studio e percorsi formativi, convinti che l'educazione sia uno strumento fondamentale per costruire il futuro. Dedichiamo anche attenzione alla cultura e allo sport: elementi chiave per rafforzare il tessuto sociale e creare valore condiviso.
Il sostegno alla ricerca scientifica rappresenta uno dei pilastri della vostra mission.
Il sostegno alla ricerca scientifica nasce dalla convinzione che, senza ricerca, non c'è crescita; e senza crescita, non può esserci progresso. Crediamo che sia questa la base dello sviluppo di soluzioni innovative, soprattutto in ambito medico, per trovare cure che oggi non esistono ancora e per renderle sempre più accessibili. Questa visione è profondamente legata anche alla nostra storia imprenditoriale. Siamo un gruppo innovativo per definizione: abbiamo iniziato a operare nel settore delle energie rinnovabili oltre 25 anni fa, grazie alla visione di mio padre, fondatore e Presidente del Gruppo PLT, in un momento in cui il tema era ancora pionieristico. È naturale che questo approccio si rifletta anche nelle attività della Fondazione. Sostenere la ricerca scientifica oggi significa anche dare un contributo concreto al sistema Paese e trasformare l'impegno e la professionalità di tanti ricercatori in un segno tangibile per la collettività.
Come nasce la collaborazione con lo IOR?
La collaborazione con l'Istituto Oncologico Romagnolo è nata in modo molto naturale, partendo dalla volontà di individuare un partner che rappresentasse un'eccellenza sul territorio emiliano-romagnolo e che condividesse i nostri valori. Lo IOR è da sempre un punto di riferimento non solo per la qualità dell'assistenza, ma anche per la sua capacità di essere vicino alla collettività, con un approccio concreto ma innovativo. Come Fondazione cercavamo una realtà con cui costruire una progettualità di medio-lungo periodo, che non si esaurisse in un singolo intervento, ma che potesse crescere nel tempo. In questo senso, tale collaborazione rappresenta un primo passo importante: un progetto che può anche essere il punto di partenza per ulteriori iniziative condivise.
Avete deciso di sostenere un progetto altamente innovativo presso l'IRST: quali sono stati i principali fattori di questa scelta?
La scelta di sostenere il progetto sulle terapie cellulari TIL è nata da un confronto approfondito con lo IOR. Da un lato, per noi era importante poter sostenere un progetto ad alto contenuto innovativo e con un potenziale impatto concreto sulla vita dei pazienti; dall'altro, lo IOR aveva l'esigenza di individuare un partner che potesse accompagnare lo sviluppo di una terapia lungo un percorso strutturato, non limitandosi a un contributo singolo. La scelta è quindi ricaduta sulle TIL proprio perché rappresentano una frontiera molto avanzata della ricerca oncologica e incarnano pienamente l'idea di innovazione applicata alla cura. L'auspicio è quello di offrire una possibilità in più ai pazienti, soprattutto nei casi in cui le cure oggi disponibili non si siano rivelate efficaci. Saremmo molto orgogliosi se questa terapia arrivasse, come immaginiamo, a un percorso di brevettazione: significherebbe non solo valorizzare il lavoro dei ricercatori, ma anche contribuire all'eccellenza IRST come centro di riferimento di cura e ricerca.
Quali caratteristiche deve avere un progetto per essere sostenuto dalla Fondazione?
Innanzitutto, i progetti devono essere radicati nel territorio emiliano-romagnolo, che è la nostra regione di origine e il contesto in cui la Fondazione opera. In secondo luogo, devono rientrare nei nostri principali ambiti di intervento, per mantenere coerenza con la nostra missione e concentrare le risorse in aree dove possiamo generare un impatto reale. Un altro elemento per noi essenziale è la concretezza, in modo da produrre un contributo tangibile e misurabile: per esempio, la donazione di un ventilatore polmonare a una struttura sanitaria, la messa a disposizione di mezzi per il trasporto di persone fragili o il sostegno al restauro di opere. Infine le finalità, che devono essere chiare e trasparenti, per interventi ben definiti, tracciabili e con un impatto duraturo: in questo contesto si inserisce anche l'importante investimento che la Fondazione ha fatto per la crescita del Campus di Cesena a favore dei tanti ragazzi che lo frequentano. La nostra volontà è quella di proseguire con ancora maggiore determinazione nel percorso intrapreso: crediamo nella necessità di restituire alla comunità parte del valore generato, contribuendo a creare un circolo virtuoso in cui l'economia non si limita a produrre reddito, ma diventa anche uno strumento di crescita condivisa. In questo senso, riteniamo che realtà come la nostra Fondazione possano svolgere un ruolo importante di supporto alla comunità. È proprio nel solco di questi valori che continueremo a muoverci, con l'obiettivo di dare continuità ai progetti avviati e di sviluppare nuove iniziative.